La Legge di Bilancio 2026 porta con sé una serie di novità importanti su TFR e previdenza complementare, con effetti diretti sia per i datori di lavoro sia per i lavoratori. Le modifiche riguardano soglie, adempimenti e modalità di adesione ai fondi pensione, introducendo un modello più strutturato e progressivo. Ecco un riepilogo chiaro e ordinato di ciò che cambia, quando e per chi.
Deducibilità dei contributi ai fondi pensione: nuovo tetto a 5.300 € (dal 2026)
Dal periodo d’imposta 2026, il limite annuo di deducibilità dei contributi versati alla previdenza complementare (a carico del datore e del lavoratore) è elevato a 5.300 € (rispetto ai precedenti 5.164,57 €). Per i lavoratori di prima occupazione successiva al 31/12/2006, la deducibilità “maggiorata” nei venti anni successivi al quinto anno di partecipazione continua ad applicarsi con riferimento al nuovo limite.
Adesione automatica per i neoassunti dal 1° luglio 2026 (silenzio-assenso esteso)
Per i lavoratori di prima assunzione (esclusi i domestici), dal 1° luglio 2026 scatta l’adesione automatica alla forma pensionistica complementare prevista dagli accordi o contratti collettivi applicati, con:
- Conferimento dell’intero TFR maturando;
- Contribuzione a carico del datore e del lavoratore secondo quanto definito dalla contrattazione;
- Facoltà di rinuncia o scelta diversa entro 60 giorni dalla data di assunzione (termine ridotto rispetto ai 6 mesi oggi in vigore).
In caso di adesione automatica, il datore di lavoro comunica l’adesione al fondo e inizia i versamenti dal mese successivo alla scadenza dei 60 giorni, ricomprendendo quanto dovuto dalla data di prima assunzione (decorrenza dall’ingresso).
Per i lavoratori non di prima assunzione, dal 1° luglio 2026 il datore di lavoro deve:
- fornire informativa sugli accordi collettivi relativi alla previdenza complementare;
- acquisire la dichiarazione scritta del lavoratore sulla scelta previdenziale già effettuata;
- consentire di indicare entro 60 giorni la forma cui destinare il TFR maturando, anche in misura parziale se previsto dagli accordi.
- Si attendono chiarimenti attuativi da COVIP, INPS e Ministero del Lavoro prima dell’entrata in vigore.
TFR al Fondo Tesoreria INPS: si amplia la platea dei datori obbligati
Regola precedente. Per i lavoratori che mantenevano il TFR in azienda, l’obbligo di versamento al Fondo Tesoreria INPS riguardava i datori con almeno 50 dipendenti, calcolati come media annuale dei lavoratori del 2006; per aziende avviate dopo il 31/12/2006 valeva la media del primo anno di attività. Se nel primo anno la soglia non veniva raggiunta, l’obbligo non scattava neppure successivamente.
Nuova regola (art. 1, c. 203 L. 199/2025).
- Dal 1° gennaio 2026 l’obbligo si estende anche ai datori che raggiungono la soglia di 50 dipendenti in qualsiasi anno successivo all’avvio dell’attività;
- Solo per gli anni 2026 e 2027, l’obbligo opera se la media annua dei dipendenti è almeno 60;
- Dal 1° gennaio 2032 la soglia si abbassa a 40 dipendenti.
La soglia occupazionale va calcolata come media annuale dell’anno solare precedente il periodo di retribuzione considerato. Restano esclusi dall’obbligo i lavoratori che hanno già destinato il TFR a una forma pensionistica complementare. Per l’attuazione, sono attese le istruzioni operative dell’INPS.
Conclusione – TFR e Previdenza Complementare 2026:
Le misure introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 delineano un percorso chiaro: spinta alla previdenza complementare (con tetto di deducibilità aggiornato e adesione automatica per i neoassunti) e ridefinizione progressiva degli obblighi sul TFR verso il Fondo Tesoreria INPS con soglie e decorrenze ben scandite. In attesa delle istruzioni attuative da parte degli Enti competenti (INPS, COVIP, Ministero del Lavoro), è utile tenere a portata di mano le scadenze e le nuove regole per garantire un’applicazione ordinata delle novità.