Negli ultimi anni molti di noi si sono abituati a lavorare da remoto; anche chi prima della pandemia si recava ogni giorno in sede aziendale, molto probabilmente si è trovato almeno per un periodo a svolgere il proprio lavoro da casa. Vi sono diversi casi in cui questa scelta si è rivelata vincente, la produttività ne ha tratto benefici, così come l’equilibrio tra lavoro e vita privata.

La situazione di emergenza ha fatto sì che in molti casi lo smart working venisse implementato in corsa, senza prestare particolare attenzione a tutti gli aspetti normativi che lo riguardano. Ma ora, se resterà una forma di lavoro molto diffusa, è bene soffermarsi su quanto prescrive la legge.

Anche in modalità di lavoro agile, svolto all’esterno degli spazi aziendali, il datore di lavoro deve garantire sicurezza e salute del lavoratore, ha delle responsabilità verso il dipendente, che deve essere assicurato e protetto dal rischio di infortuni.

Al dipendente è richiesto di attuare le misure di sicurezza e prevenzione previste, anche quando lavora da casa.

In più il datore di lavoro è tenuto a fornire ai dipendenti un documento informativo in merito all’utilizzo corretto dei dispositivi forniti per lavorare, assicurandosi che questi siano funzionanti e conformi alle normative, oltre a dover aggiornare il DVR (Documento di valutazione dei rischi) tenendo in considerazione la modalità di lavoro in smart working.

Facciamo un esempio che conosciamo bene, quello del lavoro di ufficio: i rischi correlati al lavoro per un collaboratore che lavora al pc sono i medesimi che si trovi in ufficio, a casa o in qualunque altro luogo.

E per quanto riguarda gli infortuni? Stando all’Inail, gli infortuni che avvengono durante lo svolgimento dell’attività lavorativa in smart working sono tutelati nel caso in cui vengano causati da un rischio che risulta connesso con la prestazione lavorativa.

Tornando all’esempio precedente: se sto lavorando al pc da casa, mi alzo per prendere dei documenti di lavoro che ho sulla libreria ed inciampando mi faccio male, in questo caso di tratta di infortunio sul lavoro; viceversa se durante la pausa di metà mattina vado a prendere un caffè dal vicino di piano di sotto e cado dalle scale, questo infortunio non è coperto perchè non correlato all’attività lavorativa.

Orientarsi tra cambiamenti, normative e richieste dei dipendenti non è semplice, ogni azienda dovrebbe assicurarsi di avere al suo fianco consulenti preparati e disponibili che conoscano la realtà aziendale e siano sempre aggiornati sulle novità. Scopri i servizi Wospee per l’amministrazione dei dipendenti.

Articoli recenti