Buste paga

La corretta elaborazione, interpretazione e verifica della busta paga è una delle attività più complicate che un ufficio HR si trova a dover affrontare, tanto che risulta indispensabile appoggiarsi ad un professionista/consulente. Il cedolino paga rappresenta il risultato di una serie di calcoli e elaborazioni dettate dall’insieme di leggi e contratti collettivi che regolano il rapporto di lavoro. Come tale, infatti, la busta paga del dipendente è frequentemente oggetto di modifiche imposte dalle normative vigenti, in costante mutamento anche a causa del periodo di emergenza che stiamo vivendo. Tra queste, vale la pena esaminare le principali novità introdotte in tema di lavoro dalla Legge di Bilancio 2022 (l. 234/2021) che avranno un impatto diretto sulla busta paga dei lavoratori dipendenti.

1. Modifiche al sistema di tassazione delle persone fisiche

La prima novità si trova già all’art. 1, commi 2 e 3, della legge di Bilancio e consiste in una sostanziale revisione degli scaglioni IRPEF e delle aliquote applicate. In particolare, il numero di aliquote viene ridotto da cinque a quattro, con le seguenti percentuali:

  • Da 0 a 15.000€ (reddito imponibile) a 23% (inalterata rispetto all’IRPEF 2021);
  • Da 15.001 a 28.000€ a 25%, ridotta di 2 punti percentuali rispetto al 2021;
  • Da 28.000 a 50.000€ a 35%, ridotta di 3 punti percentuali rispetto al 2021;
  • Oltre 50.000 a 43% – si tratta della fascia di reddito su cui si registra la riduzione degli scaglioni, che fino al 2021 prevedeva un’unica fascia da 28 a 55.000€ (tassata al 38%), una superiore tra 55 e 75.000€ con un’aliquota del 41% e l’ultimo scaglione oltre i 75.000€ tassato al 43%.

In estrema sintesi, vengono ridotte le aliquote che si applicano tra i 15 e i 50.000 euro, mentre vengono aumentate quelle tra i 50.000 e i 75.000 euro.

2. Modifiche al trattamento integrativo

Annessa alla revisione dell’IRPEF vi è la modifica del trattamento integrativo, anche noto come “bonus 100 euro” o ex “Bonus Renzi”, pari a 1.200 euro su base annua. Se, infatti, fino al 2021 questo spettava ai redditi fino a 28.000 euro, la legge di Bilancio stabilisce la riduzione a 15.000 euro del reddito complessivo oltre il quale il bonus non è più erogato automaticamente, ma subordinato al fatto che la somma delle detrazioni (per redditi da lavoro dipendente, carichi di famiglia e altri diversi tipi di detrazioni/ecc.) sia superiore all’imposta lorda. In questo caso, il trattamento integrativo sarà erogato nella misura massima di 1.200 euro annui, e sarà pari alla differenza tra la somma delle detrazioni indicate e l’IRPEF lorda. Contemporaneamente alla modifica del funzionamento del trattamento integrativo, la legge di Bilancio abroga l’ulteriore detrazione fiscale applicata ai redditi tra 28 e 55.000 euro istituita nel 2020. Il corposo “restyling” del sistema di detrazioni fiscali sarà sicuramente al centro dei pensieri di HR e consulenti del lavoro per via della complessità dei calcoli da effettuare e della non facile comprensibilità, si presume, delle prossime buste paga del 2022.

3. Esonero parziale contributi previdenziali

L’art. 1 comma 121 introduce in via eccezionale per il 2022 un esonero contributivo parziale a favore dei lavoratori dipendenti che si traduce, di fatto, nella riduzione dell’aliquota IVS (invalidità, vecchiaia e superstiti) di 0,8 punti percentuali. Tale esonero spetta esclusivamente per il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2022 per i dipendenti che avranno un imponibile contributivo non maggiore di 35.000 euro e sarà applicato, su base mensile per tredici mensilità, a retribuzioni imponibili non eccedenti l’importo di 2.692 euro.

4. Introduzione dell’Assegno Unico Universale per i Figli

Tra le novità più importanti di quest’anno vi è sicuramente l’istituzione dell’AUUF, ovvero l’Assegno Unico Universale per i Figli: unico perché assorbe e riunisce i precedenti ANF (Assegni Nucleo Famigliare) e le detrazioni fiscali per figli fino a 21 anni, universale perché estende la platea dei beneficiari a tutti i nuclei familiari indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori (non occupati, disoccupati, percettori di reddito di cittadinanza, lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi e pensionati) e senza limiti di reddito. La differenza principale rispetto al funzionamento dei precedenti ANF sta nel fatto che il nuovo Assegno verrà erogato direttamente dall’INPS sul conto corrente dei richiedenti, pertanto non transiterà più in busta paga. Le domande per il nuovo AUUF possono essere presentate dal 1° gennaio, mentre i primi bonifici partiranno dal mese di Marzo 2022: si crea così un periodo “ponte” per cui nelle buste di Gennaio e Febbraio verranno ancora erogati gli ANF e applicate le vecchie detrazioni per figli e familiari a carico. Di conseguenza, da Marzo in poi le buste paga risulteranno più “leggere” proprio per effetto della sostituzione di ANF e detrazioni con l’AUUF. Infine, cambia anche il parametro sulla base del quale viene calcolato l’importo dell’assegno unico: non più il reddito fiscale, bensì l’ISEE, ovvero l’Indicatore della situazione economica equivalente, che per stimare la “ricchezza” del nucleo famigliare tiene conto non solo dei redditi di ciascun componente, ma anche del valore degli immobili posseduti, del patrimonio mobiliare e del possesso di altri particolari beni. Non solo, quindi, i soggetti che vorranno fare richiesta dell’AUUF saranno obbligati a richiedere il calcolo dell’ISEE a un patronato, ma per effetto del nuovo parametro alcuni di essi potrebbero percepire un valore dell’Assegno inferiore alle attese.

In conclusione, le modifiche introdotte dalla legge di Bilancio sono significative e le simulazioni svolte non sempre hanno restituito i risultati sperati: è ancora difficile, perciò, stabilire chi ci “guadagna” e chi “perde”. È importante, però, che gli uffici HR si preoccupino di far conoscere ai propri collaboratori le novità che li riguarderanno e di saper dare in ogni momento una risposta completa e adeguata alle loro domande. Per questo motivo, anche nel 2022 i consulenti di Wospee saranno sempre a tua disposizione per una consulenza sulla corretta interpretazione della busta paga.

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