Come avete reagito l’ultima volta che avete commesso un errore sul lavoro? Avete “tenuto le mani sul volante” e fatto del vostro meglio per risolvere il problema – o vi siete rimproverati per il fallimento e deciso che non c’era nulla da fare per salvare la situazione?

Chi si occupa di risorse umane sa bene che un errore non è un disastro. Se gestito in modo appropriato, può trasformarsi in un’esperienza utile e produttiva.

I manager devono imparare a capire la differenza tra fallire e commettere errori. Fallire significa rinunciare – mentre il successo spesso deriva dall’imparare dai nostri errori.

Nell’ambiente in rapida evoluzione di una start-up o di una PMI, dove i confini organizzativi e i ruoli sono in continuo cambiamento, è quasi inevitabile per i manager sbagliare. Le persone che aiuteranno lo sviluppo dell’azienda, tuttavia, sono coloro che otterranno il meglio dalle loro decisioni sbagliate e faranno in modo che gli errori non si ripetano.

Howard A. Tullman, imprenditore, educatore, scrittore, docente, ci fornisce alcuni consigli su come districarci tra errori produttivi e fallimenti improduttivi.

Gestite l’aspetto economico dell’errore

L’impostazione potrebbe sembrare irriverente, ma il messaggio è serio. Se si lavora in un territorio inesplorato o si avvia un nuovo progetto potenzialmente rischioso, vale la pena procedere con cautela. Iniziate con piccoli passi e siate pronti a scalare rapidamente se le cose vanno bene – o a fermare il progetto se le cose non funzionano come previsto. In questo modo, uno stop imprevisto non sarà stato troppo caro all’azienda (o alla tua reputazione).

Non abbiate paura di cambiare idea

Le persone spesso continuano su un percorso che sanno essere quello sbagliato solo perché non vedono una via d’uscita o hanno paura di perdere la faccia. Se vedete che state andando nella direzione sbagliata con un problema o un progetto, fermatevi! Dovete essere consapevoli di ciò che sta accadendo intorno a voi ed essere pronti a cambiare, velocemente e in modo flessibile. Perseverare in un errore è molto peggio che commetterlo, perché la situazione certamente non migliorerà.

Non soffermatevi sul passato

Va bene ammettere di aver commesso un errore, ma una volta alzate le mani, non è necessario soffermarsi su di esso. La chiave per imparare dai vostri errori è “ammetterli, correggerli, dimenticarli”. Se vi preoccupato del passato, non vi state concentrando sul futuro. Quindi, affrontate il problema e andate avanti.

Separate gli errori dai problemi

È importante comprendere la differenza tra gli errori (che si verificano una volta) e i problemi sistemici (incidenti che si verificano più e più volte). Gli errori accadono sempre, ma non dovrebbero ripetersi più e più volte. Se diventa chiaro che hai a che fare con un problema persistente, guarda perché sta accadendo e cercare di eliminare le cause alla base.

Siate onesti

Non ha senso cercare di nascondere o coprire un errore – la verità verrà sempre fuori alla fine. E naturalmente non dovreste certo cercare di addossare la colpa ad altri. La strategia migliore è ammettere di aver generato il problema, dire che vi dispiace e far sapere alla gente che state prendendo la situazione sul serio. Se riuscite a mostrare loro che state cercando di risolvere il problema e andare avanti, vi rispetteranno molto di più che se cercate di nascondere quello che è successo.

Per approfondire l’argomento, leggi i nostri articoli “La funzione HR sotto pressione” e “Puntare sul digitale per uscire più competitivi dalla crisi”: un esempio di come lo stress può essere causa di errori organizzativi e dell’importanza strategica della digitalizzazione del lavoro.

E tu, quali lezioni hai imparato dai tuoi errori? Perché non condividere le tue esperienze con altri lettori del blog di Wospee?

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