donna con raffreddore

Nonostante l’Italia sia uno dei paesi europei con il tasso di assenteismo nel settore privato più contenuto, il costo annuale delle assenze dei dipendenti rimane per le imprese un elemento da tenere sotto controllo.

In particolare, in un momento in cui le organizzazioni sono più che mai sotto pressione per controllare i costi, è fondamentale che trovino la giusta soluzione per ridurre al minimo le assenze dei dipendenti. 

Molte aziende lungimiranti stanno cercando modi per migliorare la salute, il morale e la motivazione dei dipendenti, regolamentando al contempo con specifiche policy le richieste di assenze per malattie e per permessi di breve durata.

Per le PMI e le start-up il problema dell’assenteismo di alcune specifiche figure professionali può essere paralizzante, pertanto è essenziale sviluppare strategie e politiche per supportare la salute e il benessere dei dipendenti, così da ridurre al minimo le assenze della forza lavoro.

Da diversi anni le ricerche sulle tendenze, le politiche e le prassi della gestione delle assenze hanno rivelato cambiamenti nelle tipologie di assenza per malattia. Complessivamente, negli ultimi dieci anni il livello di assenza dei dipendenti è costantemente sceso, sia nel settore pubblico che in quello privato. Tuttavia, vi sono enormi differenze tra le organizzazioni, con livelli estremamente elevati di assenza in alcuni specifici settori. Le richieste di assenza per malattia a breve termine si stanno riducendo. Le cause più comuni sono raffreddore, influenza, disturbi allo stomaco, mal di testa ed emicrania. La malattia a lungo termine è invece in crescita. Le cause più comuni sono lo stress, le condizioni mediche acute (tra cui ictus, infarti e cancro), le lesioni muscoloscheletriche e il mal di schiena. Le lesioni muscoloscheletriche e il mal di schiena sono più frequenti per gli operai, mentre lo stress è più comune tra gli impiegati. A tutto questo si aggiungono in quest’ultimo anno le assenze causate dal Covid: malattia, isolamento, congedi parentali…

Ma cosa possono fare nel concreto le risorse umane per gestire al meglio le assenze per malattia dei dipendenti? Quali misure mettere in pratica per conciliare al meglio il benessere dei collaboratori con le esigenze di business?

Policy chiare e coinvolgimento del management

L’introduzione di politiche chiare aiuta i manager a operare in modo coerente ed a tenere informati i dipendenti su flessibilità dell’orario di lavoro, remote working e smart working. L’uso esteso della flessibilità dell’orario, se ben gestito, può essere il modo migliore e più economico per combattere le assenze e ridurre lo stress sul posto di lavoro.

Oltre al lavoro flessibile, può essere utile introdurre un programma di assistenza professionale ai dipendenti; fornire aiuto a coloro che soffrono di problemi emotivi, fisici e personali può ridurre le assenze sia a breve che a lungo termine. Coinvolgere i dipendenti in questo tipo di programma, con accordi aziendali specifici, contribuisce ad aumentare il livello di benessere generale dei dipendenti, con impatti positivi sulla produttività e soddisfazione sul lavoro.

Quando la malattia a lungo termine è la ragione dell’assenza prolungata di un membro del team, occorre favorire il rientro con frequenti colloqui per parlare apertamente di eventuali problemi riscontrati nella ripresa dell’attività lavorativa in modo da aiutare sia il dipendente che il manager a migliorare l’organizzazione del lavoro.

Utilizzo delle tecnologie HR

Dare ai manager l’accesso alle informazioni di cui hanno bisogno consentirà loro di comprendere meglio il fenomeno dell’assenteismo. Presentare le informazioni sulle assenze in un formato grafico può essere molto utile sia per analisi puntuali su base individuale sia per problemi che possono riguardare l’intero team.

Le piattaforme software HR come Wospee forniscono dashboard avanzate di gestione delle assenze, per analizzare i dati chiave e misurare con KPI specifici l’assenteismo dei lavoratori. In questo modo sarà più semplice individuare dei trend specifici, come un aumento delle assenze in dipartimenti specifici o in alcuni giorni della settimana ed intervenire tempestivamente prima che impattino l’andamento della produttività ed il benessere di tutti i collaboratori. I dipendenti stessi poi hanno accesso alle informazioni che li riguardano; in questo modo nessuno potrà accusare l’azienda di mancata trasparenza o favoritismi. Dotare i manager della tecnologia necessaria per avvisarli quando vengono raggiunti i punti di attenzione fissati dall’azienda e pianificare riunioni regolari con i dipendenti per analizzare la situazione può aiutarli a fornire le informazioni necessarie per affrontare problemi nascosti che spesso influenzano alcune tipologie di assenze.

Quali tipologie di assenze sono più comuni nella vostra azienda e come le affrontate? Fateci sapere!

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