Articolo pubblicato il 10 - 03 - 2022

Da quando è cominciata la pandemia di Covid-19 le aziende hanno potuto impostare in modo più agile l’accesso allo smart working per i propri collaboratori; la semplificazione è stata messa in atto proprio per fare in modo che la maggior parte delle organizzazioni prevedessero modalità di lavoro da remoto così da evitare il diffondersi del virus.

Ma tra meno di un mese, esattamente a partire dal 1 Aprile 2022*, con la fine dello stato di emergenza verranno eliminate tutte le deroghe introdotte. A meno di proroghe dell’ultimo minuto, a partire da tale data quindi per ricorrere allo smart working sarà di nuovo necessario l’accordo individuale tra dipendente ed azienda.

Tale accordo dovrà essere redatto in forma scritta ed andrà a disciplinare l’esecuzione della prestazione lavorativa al di fuori dei locali aziendali, regolamentando i tempi di riposo, i limiti di controllo da parte dell’azienda, gli strumenti utilizzati nello svolgere attività lavorativa, le misure tecniche ed organizzative richieste, il diritto alla disconnessione e le condotte punibili.

In più l’attuale modalità di comunicazione semplificata al Ministero del Lavoro verrà sospesa e sarà sostituita dall’obbligo di trasmissione di tutta una serie di informazioni aggiuntive su rapporto di lavoro, azienda e dipendente, in aggiunta alla trasmissione appunto dell’accordo individuale. Di fatto, l’unico aspetto di semplificazione che si andrà a mantenere è la possibilità per le imprese di inviare una comunicazione massiva che sostituisca le comunicazioni individuali di tutti gli accordi di lavoro agile siglati. Le aziende sottoscrittrici di accordi individuali di smart working possono procedere al loro invio attraverso l’apposita piattaforma informatica messa a disposizione sul portale dei servizi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Nell’invio dell’accordo individuale dovranno essere indicati i dati del datore di lavoro, del lavoratore, della tipologia di lavoro agile (tempo determinato o indeterminato) e della sua durata. Sarà, inoltre, possibile modificare i dati già inseriti a sistema o procedere all’annullamento dell’invio.

Allo stesso modo verranno sospese le deroghe attualmente in vigore per lavoratori fragili e disabili o per lavoratori che abbiano persone con disabilità o fragilità all’interno del loro nucleo familiare.

In sostanza anche nel privato si torna alle modalità lavorative cui già dal 15 Ottobre 2021 si è tornati nel settore pubblico per il quale già in questi ultimi mesi era previsto il rientro al lavoro in presenza o il ricorso al lavoro da remoto solo a fronte di accordo individuale.

L’aumento del ricorso allo smart working negli ultimi anni ha portato Il Ministero del Lavoro e le Parti sociali a riconoscere l’esigenza di maggiore regolamentazione; per questa ragione è stato siglato a Dicembre 2021 il primo “Protocollo Nazionale sul lavoro in modalità agile”. L’obiettivo è quello di costruire un quadro di riferimento per il lavoro da remoto, di individuare delle linee guida per la contrattazione nazionale ed aziendale sul tema.

Lo stesso avveniva in Novembre per il settore pubblico, con il via libera da parte del Ministero per la Pubblica Amministrazione alle linee guida in merito allo smart working per la PA.

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Aggiornamento: stando a quanto previsto dall’emendamento al Decreto Sostegni ter, il datore di lavoro non dovrà inviare al Ministero del Lavoro tutti i singoli accordi individuali sottoscritti con ciascun lavoratore, ma sarà sufficiente comunicare nominativi dei lavoratori, data di inizio e fine della prestazione di lavoro in smart working.

*Aggiornamento di Marzo 2022: La sospensione delle deroghe è rinviata al 30 Giugno 2022; fino a tale data sarà quindi possibile ricorrere allo Smart Working nel settore privato senza la necessità di sottoscrivere Accordi Individuali.